giovedì 12 febbraio 2015

PORVENIR E FUEGHINA

Porvenir è un inatteso, pittoresco, tranquillo, sicuro ormeggio di fronte a Punta Arenas nello stretto di Magellano. Tanto Punta Arenas è drammaticamente nota per l'insicurezza dei suoi ormeggi, tanto Porvenir è un'oasi di sicurezza. Porvenir è poco noto ma ai vantaggi indicati offre anche la possibilità di un traghetto giornaliero a Punta Arenas e per chi volesse andare e tornare in giornata c'è anche un servizio aereo a basso costo: cosa volere di più ? Ed a Porvenir ci siamo fermati ben una dozzina di giorni a cavallo di Capo d'Anno. Unico neo Porvenir paese è a 4 km dal punto di ormeggio: peccato, taxi o bici d'obbligo !

Ecco alcune immagini di Porvenir prese dal traghetto al ritorno da Punta Arenas.

Porvenir paese sul fondo

 e la riparatissima baia dove si ormeggia.

L'approdo del traghetto, un semplice scivolo e la stazione marittima di aspetto moderno.

La tranquillissima spiaggia dove i pescherecci sono lasciati semplicemente appoggiati a secco.


Il vecchio pontile per i pescherecci.


Il nuovo pontile attrezzato a Marina con acqua, luce, docce, con Shaula attraccata sul lato nascosto del pontile.

Sulla strada per Porvenir la più antica casa della baia, mantenuta curatissima.



Ecco una roulotte ante-litteram che veniva utilizzata per seguire al pascolo le pecore: risorsa locale preziosa.

Una ricostruzione lodevole ma un poco pacchiana di una antica famiglia Selk'nam in marcia. A grandezza naturale 1.80-1.90 era l'altezza media degli uomini, veri giganti nei confronti dei piccoli "conquistadores" spagnoli.




Qui si incontrano spessissimo ovunque residui industriali e vecchissime auto, ancora talvolta in uso.


Sulla strada, ovviamente sterrata, verso la "fine del mondo": Ushuaia e Porto Williams, immagini di greggi e pastori.




Un guanaco, specie di lama, qui molto frequente, tanto che ne consentono una caccia controllata, mentre in altre zone è protettissimo.

Al posto di confine tra Cile e Argentina incontriamo alcuni fuoristrada e la nostalgia mi assale... Di qui debbono passare necessariamente gli Argentini per scendere via terra ad Ushuaia, facendo un lungo tratto in territorio Cileno.

Qui si cava ancora l'oro a cielo aperto in alcuni fiumi.


Una lunga strada sterrata rettilinea ed in fondo lo stretto di Magellano.

Ed ecco le foto di Fueghina. Questa nidiata è l'inizio della storia, la micina colla macchia nera sulla fronte è la "prima Fueghina", ma quando vado per ritirarla, dopo aver acquistata a Punta Arenas il "corredino": cestina, lettiera e quant'altro..delusione, mi dicono che è stata "rapita" ! Comunque i gatti non mancano e dopo un rapido passa parola arriva la seconda e definitiva Fueghina.

Eccola nello studio del veterinario arrampicata sul mio collo e poi ...

un pò spaurita...piccolissima, stà in una mano

le unghie sono il suo forte

tranquilla in braccio a Melissa, il giorno che Lei è scesa Fueghina è stata mogia mogia tutto il giorno

completamente rilassata e beata ... ma le unghie ci sono !

la prima uscita a terra, già con l'aria di cacciatrice... ora basta è poi solo una micina, non un bebè.

giovedì 29 gennaio 2015

I GHIACCIAI DEL CANALE DI BEAGLE

Prima di lasciare per l'ennesima e ultima volta Puerto Williams (abbiamo fatto la spola su Ushuaia varie volte) lasciamo anche noi il gagliardetto di Shaula a Capo Horn nel quadrato del Pontone Micalvi con le firme dell'equipaggio.



Il primo giorno il canale di Beagle ci accoglie con una splendida giornata di sole e totalmente senza vento: sfilano i ghiacciai specchiandosi nell'acqua, Tullio alla sera è quasi ustionato. All'imbrunire raggiungiamo il Seno Pia dove una meravigliosa caletta ci attende con lo spettacolo dell'arcobaleno, del ghiacciaio che si tuffa nell'acqua e del bosco che ci fa da silenzioso compagno, ma che in caso di vento lo farebbe rumorosamente ma sicuramente passare sopra le nostre teste. Le prime cime a terra, aiutati dalla fedele barchetta Moraposa ...
















L'indomani andiamo a salutare il ghiacciaio ed i suoi Glowers lasciati alla deriva .. oggi manca il sole ma siamo graziati da una calma innaturale di vento.



Passiamo di fronte alla casa del posto Cileno di controllo: qui una famiglia
passa un anno completo prima di ricevere il cambio.

La sera andiamo ad ancorare nel Seno Ventisquero dove una colonia di Cormorani alpinisti ci saluta. Nuova abbuffata di ghiaccio e la sera siamo in una nuova caleta, anche questa riparatissima, ma le cime a terra sono
d'obbligo. Facciamo anche una puntatina a terra dove occorrono gli stivali perchè vi è uno strato di muschio e fanghiglia alto mezzo metro.








Da qui in avanti succederà il finimondo: ecco le prime avvisaglie, riusciremo a raggiungere Caleta Gallant dove faremo 4 giorni, tra cui il Natale con vento di 40-45 nodi, ecco la foto dell'anemometro a 44.5 nodi.



Ed ecco le foto degli addobbi natalizi che Melissa, in ore e ore di cucito, ha creato personalmente....